Creare il proprio portfolio senza farsi assalire dall’ansia. Prima parte

crea il tuo portfolio

Ricordo il giorno in cui fantasticando sul mio futuro scoprii che se vuoi fare un lavoro creativo oltre al curriculum devi avere un portfolio.

Quando prendi coscienza di dover fare il tuo portfolio – anche se sei un pulcino nel tuo campo – insieme con lo scoramento sopraggiungono le domande:

Come si fa un portfolio? Cosa ci metto dentro?

Prima di entrare nel merito del come e approfondire il cosa, come propone Simonek nel suo libro, partiamo dal perché.

Il portfolio è un testimone.

Nessuno – a parte tua mamma e il tuo innamorato – crederà alle tue parole semplicemente per averle profferite. Quindi è utile iniziare (subito!) a raccogliere prove della tua attività su questa Terra.

Tenere traccia di quello che fai di bello per rendere questo mondo un posto migliore è un’operazione che serve soprattutto a te: nei momenti in cui hai difficoltà a rintracciare la fiducia nei tuoi super poteri puoi andare a cercare il tuo portfolio – qualunque sia il tuo campo – per ricordarti chi sei e che cosa sai fare.

A questo serve il portfolio.

Inoltre, quando ne avrai uno, potrai all’occorrenza mostrarlo a chi vorrai, ualà.

IL CERCHIO MAGICO

La prima cosa da fare è munirsi di carta & penna (io promuovo la carta e la penna come strumento da cui partire il 99% dei casi, ma tu puoi usare ciò che preferisci) e:

  • scrivi un elenco delle attività inerenti il tuo mestiere – o quello che vorresti intraprendere – che hai compiuto. Parti dal presente e prosegui a ritroso, aiuta la tua memoria guardando le email che hai mandato e il diario di Facebook;
  • una volta compilato il tuo elenco osservalo bene, porta con te solo le voci significative, quelle che ti rappresentano meglio e traccia una riga su ciò che non ti convince.

Non esiste un numero giusto di lavori da inserire in un portfolio quindi rilassati.

È meglio presentare con cura pochi selezionati lavori piuttosto che un documento spesso quanto postalmarket e mal assemblato. Anche per il portfolio dei creativi vale la regola:

 less is more.

Hai scelto i lavori che entrano a far parte del cerchio magico: congratulazioni!

Come un investigatore

La seconda cosa da fare è trovare le prove.

  • Per ognuna delle voci che hai selezionato dovrai trovare almeno una prova concreta del tuo lavoro. Un’immagine, un ritaglio di giornale, un link. Un oggetto di qualunque natura si presti a essere percepito da un altro essere umano.

Se proprio non trovi nulla che dimostri la tua partecipazione in un lavoro, dopo aver fatto ammenda promettendoti di avere più cura di te nel futuro, puoi creare qualcosa ad hoc.

Per esempio puoi chiedere a qualcuno con cui hai lavorato di scrivere una piccola recensione di quanto hai fatto. Questa cosa si chiama, in genere, farsi scrivere una referenza, ma quello che ti sto suggerendo è la raccolta di una testimonianza scritta informale, da parte di qualcuno che ti ha visto all’opera, non necessariamente il tuo ex datore di lavoro.

L’idea di aprire vecchi capitoli della tua vita ti fa venire il mal di pancia? Lascia perdere e abbandona quel lavoro, potrai sempre rimpiazzarlo con qualcosa di fresco ed entusiasmante.

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