La mia love story con WordPress

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Tanto, tanto, tempo fa mi capitò sotto gli occhi un elenco di regole per blogger. Fu lì che scoprii per la prima volta l’esistenza di WordPress. All’epoca non avevo la più pallida idea di che cosa fosse un CMS perché su internet ci navigavo e stop. Dopo quella menzione su Internazionale iniziai a far caso ai blog: erano ospitati da WordPress? Qualcuno sì e a me pareva che fosse proprio come avevo letto: i blog fatti grazie a quella piattaforma avevano un’aria cosmopolita e cool.

Arrivò il tempo in cui decisi che avrei aperto un blog. Sapevo già dove andare.

In pochi giorni creai un sito ricco di contenuti, con immagini, link e tutto il resto; ero davvero fiera di me, senza sapere nemmeno che cosa fosse un dominio o il linguaggio html, avevo creato un luogo online davvero notevole – e l’avevo fatto gratis.

Da lì in poi è stato un attimo farsi prendere dall’entusiasmo e – per una che sta in fissa con lo scrivere – costruire un blog intorno a ogni nuova idea che mi saltava in mente.

Così mi è venuta voglia di saperne di più, di scoprire come funzionavano i siti, cos’era questa storia del codice etc. etc. e mi sono iscritta a un corso per imparare il mestiere del web designer.

Il corso era interessante ma gli insegnanti erano diversi e ognuno faceva i siti a modo suo, insegnando il suo metodo.
Abbiamo imparato a fare i mockup con Photoshop e poi esportare in html, abbiamo usato Dreamweaver, abbiamo lavorato con il Blocco note. E poi, un bel giorno, è arrivato il maestro di php che ci ha fatto scaricare WordPress.

Come dice la cultura popolare le cose belle durano poco e il nostro maestro è stato chiamato a lavorare per la Apple negli Stati Uniti, abbandonandoci al nostro destino dopo aver appena eseguito l’accesso come wp-admin.

In primavera io e i miei compagni di corso abbiamo fatto l’esame, dovevamo costruire un sito scrivendo il codice pagina per pagina. L’esame è andato bene, ho ricevuto la qualifica e mi sono dedicata all’estate.

Però io da quell’esperienza me ne sono andata con una scoperta sensazionale: WordPress.org.

Devi sapere che quando ho creato i miei bei blog su WordPress stavo lavorando su WordPress.com che è una figata pazzesca e ti permette di creare un blog o un sito in 5 minuti ma è un progetto commerciale, pensato per un pubblico di un certo tipo che ha interesse nel pubblicare in rete i propri contenuti e più o meno basta.
WordPress.org, invece, è un ambiziosissimo progetto di democratizzazione del web.
Si tratta di una community mondiale che lavora per creare gli strumenti necessari a costruire siti e li mette a disposizione di chiunque.
Una roba pazzesca!

Io quando ci penso ho in mente la rivoluzione industriale: le macchine a vapore, la fuliggine e i disegni dei pezzi meccanici che viaggiano per chilometri. Solo che questa rivoluzione non fa fumo.

Se non sai come si fa un sito forse ti è difficile capire perché sono così in fissa con WordPress, ma prova a immaginare questa storia in altri termini:

ci siamo io e te su un’isola, io mi sono costruita una canna da pesca grazie al mio ingegno e alla mia manualità e pesco ogni giorno.

La sera, intorno al fuoco, arrostisco il pesce e ce lo mangiamo, è buonissimo e siamo tutti e due felici, ma cosa succederebbe se all’improvviso ti dicessi: domani parto, me ne vado. Ti dovresti arrangiare. E magari ci metteresti mesi per costruirti una canna da pesca sgangherata, e magari inizieresti a mangiare bacche e faresti la fine di quello di Into the Wild.
Ma io sono una persona attenta e condivido con te le mie scoperte tecniche, perciò preparo una serie di cose che ti basta montarle e la canna da pesca ce l’hai anche tu. Poi lascio che tu stia a guardare mentre pesco e se hai bisogno di aiuto ti do una mano. Così impari a pescare e puoi fare quello che vuoi, anche partire per un lungo viaggio in solitudine, se ti pare.

WordPress funziona così. Ti regala una serie di strumenti preziosissimi per la tua autonomia e poi sta a te, ma ti assicuro che con quella roba lì, se hai delle idee, puoi fare cose grandiose (e camparci). WordPress esiste perché ci sono tantissime persone che ogni giorno contribuiscono alla sua esistenza ed evoluzione.

Dall’estate scorsa a Torino c’è un Meetup dedicato agli amanti di WordPress: ci si incontra e si parla del tema; chi ha una domanda la fa, chi ha qualcosa da insegnare parla, chi è in cerca di facce affini partecipa. Questo appuntamento mensile è stato così ben gestito e organizzato da coinvolgere una vera e propria comunità e – addirittura – dare vita a un WordCamp torinese che ha visto la partecipazione di circa 300 persone.

Io mi sono proposta come volontaria per il WordCamp e non mi sono persa nemmeno un minuto della faccenda.

Prima di arrivare da Toolbox (il luogo che ha ospitato l’evento), venerdì di buon mattino, mi chiedevo in quale maniera avrei potuto rendermi utile e soprattutto quanto mi sarei sentita fuori luogo in mezzo a tutti quegli esperti di codice. (Qualora non si fosse capito, io non lo sono, io sono una grafica che scrive. Per me il motto CODE IS POETRY vale nel senso che non capendo una mazza di codice le stringhe mi appaiono come cose magiche e vaghe, altamente poetiche.)

Invece è successo che è stato bellissimo e non mi sono sentita fuori contesto mai. Ho contribuito facendo ciò che mi viene meglio fare e ciò che mi piace e soprattutto ho scoperto quali facce hanno quelli che si mettono lì e dedicano ore e ore di tempo a questo progetto – per puro amore e curiosità genuina.

E le facce erano insospettabili. Simili alla mia o alla tua o a quella del nostro vicino di casa. E tutto questo post l’ho scritto per dirti: datti da fare.

Sei perfett* come sei per fare cose belle e importanti.

(Grazie a tutte le persone che hanno reso possibile il WordCamp di Torino, grazie a tutte le persone che promuovono lo spirito del progetto WordPress, grazie a chi non si lamenta e si impegna per trovare una soluzione, anche se minuscola.)

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